VOLONTARIATO PENITENZIARIO

c/o Centro Pastorale - Curia Vescovile

via Sezze, 16 Latina

0773.4068009 - Fax 0773.4068011

Referente: Amalia Bianconi

Dal 3 Marzo 2014 è in funzione il “Centro di Ascolto e Aiuto” all’interno della Casa Circondariale di Latina.

È il luogo offerto a tutte le persone detenute per incontrare volontari della Caritas diocesana proprio per non sentirsi abbandonati e messi ai margini non solo della società, ma soprattutto delle nostre comunità parrocchiali.

Funzione prevalente dei volontari Caritas all’interno del Carcere è l’Ascolto, cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a un processo di liberazione della persona dal bisogno.

Con la Casa Circondariale è stata stipulata una Convenzione, in cui vengono specificati alcuni compiti del servizio, tra cui:
- colloqui di sostegno alla persona;
- organizzare e realizzare attività di animazione culturale, religiose, formative e ricreative;
- sostegno spirituale e morale;
- animazione liturgica;
- catechesi per formazione personale e finalizzata alla richiesta di sacramenti;
- organizzazione di progetti artigianali;
- preparazione di kit di ingresso/uscita per i detenuti indigenti;
- assistenza burocratica.

I volontari che operano nel carcere sono disponibili anche per incontri, per approfondire le tematiche legate al mondo carcerario.

Un aiuto concreto e urgente da parte di tutti è il reperimento dei beni di prima necessità per chi si ritrova a fare questa triste esperienza:
- Tute da ginnastica (senza cappuccio);
- Maglie;
- Ciabatte in plastica;
- Asciugamani grandi e piccoli;
- Accappatoi (senza cappuccio);
- Pigiami;
- Pezzi di sapone per lavare i panni;
- Pantaloni bermuda (lunghezza sotto le ginocchia);
- Pantaloni;
- Biancheria intima;
- Prodotti per l’igiene intima (lamette usa e getta, spazzolini, bagnoschiuma, shampoo, crema da barba non spray)
- Scarpe da ginnastica (con tacco basso e compatto).

L’elenco riguarda sia il settore maschile che femminile e il tutto deve essere rigorosamente NUOVO.

Progetto Artigianato

Come Caritas diocesana abbiamo accolto l’appello arrivato dalle detenute che, per sostenere il loro reddito, drasticamente ridotto dal taglio delle ore di lavoro in carcere e dalla crisi economica che sta investendo tutta la popolazione italiana,  hanno avuto l’idea di realizzare lavori artigianali da vendere all’esterno.

Ci è stato chiesto di:

  • Reperire la materia prima (lana, carta, materiale per computer, stoffe, ecc.) per i lavori, poiché molte di loro hanno la capacità di produrre manufatti di ogni genere (quaderni, calendari, cartelline, biglietti, segnalibri, brochure, lavori a maglia, borse, ecc.);
  • Vendere i manufatti, previo controllo dell’Istituto, con le modalità ritenute appropriate dalla Caritas Diocesana (ad es. coinvolgendo le parrocchie, le associazioni, i gruppi);
  • Raccogliere e versare il ricavato alle  detenute secondo le modalità stabilite dal Carcere.

Le parrocchie   interessate potranno  rivolgersi in Caritas Diocesana  per  collaborare  insieme a  sostegno  di questo progetto.

Acquisto materiali per i detenuti

È sempre urgente la richiesta, che giunge dai settori maschile e femminile, di asciugamani, accappatoi (senza cappuccio), felpe e tute da ginnastica (senza cappuccio), tshirt bianche per intimo,  il tutto rigorosamente nuovo, di cui le detenute e i detenuti sono quasi sempre privi al momento dell’arresto, pur avendone un estremo bisogno per poter vivere il periodo detentivo. Anche in questo caso, in alternativa, può essere raccolto denaro, che verrà utilizzato per l’acquisto degli indumenti necessari. Inoltre, è stata concessa l’autorizzazione a portare in carcere anche prodotti per l’igiene personale che non vengono forniti dall’amministrazione penitenziaria. Si possono raccogliere spazzolini da denti, dentifricio, saponette, bagnoschiuma

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