DIARI DAL SERVIZIO CIVILE

 

I CASCHI BIANCHI DI GUATEMALA

Il diario che apre la raccolta riguarda l'esperienza di servizio civile in Guatemala di Daniele Volpe con i Caschi bianchi della Caritas.

Guatemala, dipartimento di San Marcos

Frammenti di Resistenza quotidiana

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Allegria e tristezza dei bambini, lavori umili svolti con dignitá....é cosí che si sopportano i giorni. Eh si, tutti i giorni e in tutti i modi si resiste. Ma resistere a cosa? O a chi? In varie forme si manifesta il sopruso subito dalle diverse comunità Maya della regione, e diversi sono gli antagonisti della loro pace e felicità.

I Governi “legittimi” che si susseguono aprono le porte a capitali stranieri con il fine ultimo del completo sfruttamento delle più svariate risorse, naturali e umane in primis, creando squilibri evidenti anche ai più ciechi. 

L’esclusione, emarginazione e sfruttamento dei Popoli sono una realtá.

Lo “sviluppo occidentale” è quello di cui hanno bisogno? Domanda ripetuta più e più volte, ma quando ci impegneremo a darne una risposta sincera, con l’onestà di cui, a volte, siamo capaci?

In questo angolo di mondo, come in molti altri, resistere é l’ostinazione di esistere.

San Marcos, Guatemala. Luglio 2008

Volpe Daniele (Casco Bianco a San Marcos, Guatemala)

 

GMG 2008: SIDNEY

Il secondo diario della raccolta racconta l'esperienza di una volontaria alla Giornata Mondiale della Gioventù 2008.

Diario dalla terra dei canguri e dei giovani

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Capita spesso che al ritorno da un viaggio o da un’esperienza significativa si dica “E’ l’esperienza più bella che abbia mai fatto”, e a me è capitato di ripetere tante volte nella mia vita questa frase.

Sì, perchè ogni volta che si vive una nuova avventura si ha sempre l’opportunità di vedere posti nuovi, provare sensazioni speciali, incontrare tante persone...incontrare Dio. E così, ognuna di queste occasioni si colora di una bellezza particolare, unica...ma di solito l’ultima, proprio perchè le immagini, le emozioni sono ancora così nitide e vive nella nostra mente e nel nostro cuore, ci sembra sempre la più bella.

Ed ancora una volta, adesso, tornata dalla GMG di Sydney, sto ripetendo a me stessa e agli altri queste parole, ma con la consapevolezza che questa è stata davvero l’esperienza di vita e di fede più bella per me.

E’ difficile riuscire a spiegare a parole la gioia e la gratitudine che ho nel cuore.

Sono grata innanzitutto a Dio per aver progettato questa tappa nel cammino della mia vita, in un momento per me faticoso. Come fa ogni buon Padre, che vuol vedere felice sua figlia, ha voluto farmi il regalo più bello che ha trovato! Ed è arrivata la telefonata di Amalia, responsabile del Servizio Civile nella nostra Caritas Diocesana, che mi ha chiesto se volevo fare la volontaria per la Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney, in Australia. Dopo qualche perplessità “non ho ancora il passaporto...devo accompagnare i ragazzi al campo scuola...me la sento oppure no...” alla fine ho detto sì, grazie anche al consiglio dei miei amici, soprattutto di Valentina.

Da quel momento è cominciata la trepidante attesa per questo lungo lungo viaggio e per questa avventura che mi avrebbe portato all’incontro con giovani provenienti da tutto il mondo, con la gente di Sydney, con il Papa e sopratutto con Dio. Tutto ciò era reso ancora più bello dal sapere che partivo come volontaria per svolgere un servizio di aiuto e di accompagnamento per i pellegrini italiani.

E poi, finalmente, è arrivato il 7 luglio e tra la partenza  e il rientro il 24 luglio...in mezzo c’è tutto quello che ho vissuto...e ci vorrebbe un libro intero per raccontarlo. Le immagini, le sensazioni, le emozioni, le parole, gli sguardi, i colori, le luci, i suoni, gli odori, i sorrisi, gli abbracci, le foto...tutto torna alla mia mente e riempie il mio cuore!

Allora mi fermo su alcune cose, che portano con sé anche il resto.

Mi fermo su tutto il gruppo dei volontari di Servizio Civile in Caritas provenienti da diverse regioni italiane, persone specialissime, portatrici ciascuno a proprio modo della capacità di darsi all’altro con amore...ragazzi che mi hanno dato tanto e a cui voglio davvero bene...così come ne voglio a Katia e Gianluca che con affetto e  pazienza ci hanno accompagnato in questa magnifica avventura.

Rivedo il fiume di giovani alla messa di apertura della GMG, alla Via Crucis, alla veglia, alla messa di chiusura, alla festa e alla messa degli italiani, ragazzi che con bandiere, strumenti musicali e gadget vari invadono le strade di Sydney, ed in particolare George Street. Sento ancora gli abbracci, l’incontro di sguardi, lo scambio di sorrisi con i ragazzi che avevo intorno a me durante la veglia...brasiliani, africani, americani, australiani... “davvero” ho pensato “siamo figli di un unico Padre, siamo fratelli anche se abitiamo lontani e abbiamo un colore di pelle e dei tratti somatici diversi”.

Rivivo tutti i momenti di preghiera e sento la forza dello Spirito Santo (Holy Spirit) che è disceso su tutti noi...e canto l’inno...!

Ma vedo anche la città di Sydney, la sua incantevole baia, l’Opera House, le luci che colorano l’acqua di notte a Darling Harbour, il maestoso ponte...le persone gentili, simpatiche e disponibili incontrate per strada, gli italiani residenti a Sydney felici di parlare e di trascorrere un pò di tempo con dei “compaesani”...e nel mio cuore nasce una gioiosa nostalgia.

Infine, risuonano in me le parole della prima lettera di san Paolo ai Corinzi: “Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito...E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune...Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole. Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un solo corpo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito”.

La GMG mi ha dato l’opportunità di comprendere il significato profondo di queste parole e le ha rese concrete davanti ai miei occhi. Questo, insieme alla gioia e alla forza ricevuti, daranno a me e credo a tutti i giovani della GMG la spinta per essere testimoni e per trasmettere e diffondere l’amore di Cristo.

La speranza, che mi porto nel cuore, è quella di poter essere tutti strumenti vivi per la costruzione di un mondo dove possa regnare sempre di più la pace, l’uguaglianza, la giustizia e l’amore.

Fiorina.

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